Un dipendente privato o un dipendente pubblico che ha bisogno di accedere al credito potrebbe optare per la cessione del quinto e, se questo è già in corso e si ha bisogno di nuova liquidità, potrebbe ricorrere al prestito delega (o doppio quinto): vediamo le differenze tra l’una e l’altra forma di credito al consumo tra loro abbastanza complementari.

La prima differenza sostanziale risiede nella percentuale di erogazione e trattenuta della rata del finanziamento: infatti, nella cessione del quinto la rata del prestito può arrivare al massimo fino ad un quinto (20%) dell’emolumento, mentre con la delegazione di pagamento la rata, solo in alcuni casi però, può arrivare anche fino al 50%.

Come già anticipato, la delega di pagamento può essere concessa anche se sullo stipendio grava la rata della cessione del quinto in corso, quindi potrebbe essere definita come una cessione extra concedibile.

Un’altra importante diversità tra queste due tipolgie di prestito rigurda le modalità di concessione: infatti, mentre nel caso della cessione del quinto il datore di lavoro per i dipendenti privati (l’amministrazione per i dipendenti pubblici, l’ente previdenziale per i pensionati) è tenuto a concedere la cessione stessa, nella delega di pagamento la seconda rata in busta paga viene concessa solo a seguito di un giudizio ed una valutazione discrezionali da parte del datore di lavoro. Quasi sempre accordata da parte degli enti statali, c’è un margine più alto di diniego nella concessione da parte di Enti Locali o aziende private.

Ancora, appare opportuno precisare che la cessione del quinto è concedibile ai pensionati, la delega di pagamento invece non è concedibile a questi ma solo ai dipendenti.

La dilazione rateale massima temporale del credito è pari a dieci anni per ognuna delle forme di credito, ma nel caso della delegazione di pagamento i costi sono superiori in quanto più onerosa risulta essere l’assicurazione rischio impiego.

Vi sono però alcune similitudini tra le due tipologie di prestito,ossia
l’importo, come gli interessi, delle rate è costante per tutta la durata del prestito e, in entrambi i casi, non è necessario motivare il bisogno di accesso al prestito;
sia la cessione che la delegazione di pagamento sono concesse anche a chi ha subito pignoramenti, a chi ha iscrizione di protesti presso il bollettino protesti tenuto dalle Camere di Commercio, a chi a causa di ritardi nei pagamenti di prestiti e finanziamenti abbia censite a suo carico delle segnalazioni negative presso i sistemi di informazione creditizia come la CRIF (c.d. cattivi pagatori);
la durata del finanziamento, sia per la cessione del quinto sia per la delega, varia in un arco temporale che oscilla dai 24 ai 120 mesi massimo e possono essere rinnovate, dopo aver versato almeno il 40% delle rate previste dal piano di ammortamento, al fine di ottenere ulteriore credito;
la garanzia del prestito risiede esclusivamente nella stabilità del posto di lavoro.

Che stiate valutando una cessione o che stiate valutando l’opportunità di rinnovarla o di richiedere una delegazione di pagamento, vi consigliamo di effettuare un’oculata ricerca delle società di intermediazione finanziaria che erogano tali tipi di prestito e, attraverso le tabelle presenti su questo sito, valutate e comparate i diversi tassi di interesse applicati e ponderate la soluzione più adatta alle vostre esigenze.

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