Ecco una guida alla normativa sulla legge della cessione del quinto. La cessione del quinto è un’operazione di prestito personale a tasso fisso e rata costante caratterizzata dal fatto che il rimborso avviene mediante cessione volontaria di una quota dello stipendio, nella misura non superiore ad un quinto, operata direttamente dal datore di lavoro. In particolare è una forma di credito al consumo non finalizzata (quindi non diretta all’acquisto di beni o servizi specifici).

Lo schema contrattuale prevede l’intervento obbligatorio di tre soggetti: il lavoratore (cedente), l’ente erogante (cessionario), il datore di lavoro (terzo ceduto). Il datore di lavoro, a cui a pena di inefficacia viene notificato il contratto stipulato esclusivamente tra lavoratore e ente erogante, provvede ad operare la trattenuta della quota ceduta non superiore al quinto sullo stipendio del proprio dipendente ed a versarne mensilmente il corrispettivo direttamente all’ente erogante.

La disciplina del prestito con cessione del quinto si ricava dal DPR 180/1950 così come successivamente modificato ed integrato, dalle norme codicistiche sulla cessione del credito (artt. 1260 e ss c.c.), nonché da numerosi provvedimenti, disposizioni ed istruzioni dell’Autorità di Vigilanza. Tra questi assumono particolare rilevanza quelli aventi ad oggetto la trasparenza dei servizi bancari e finanziari.

Possono richiedere il prestito con cessione del quinto tutti i lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, oltre che i pensionati. Il piano di ammortamento per legge può avere una durata massima di anni 10 e l’importo della rata mensile è proporzionale all’importo della propria retribuzione.

Il cedente ha diritto di estinguere anticipatamente il prestito mediante versamento in unica soluzione dell’intero debito residuo. E’ altresì possibile richiedere il rinnovo della cessione entro determinati limiti temporali e sempre che venga estinta la precedente cessione.

La legge prevede che qualora lo stipendio del cedente subisca una riduzione superiore al terzo, la trattenuta non potrà eccedere il quinto dello stipendio ridotto, e la differenza con i relativi interessi viene recuperata mediante prolungamento della ritenuta mensile. Viceversa qualora la riduzione non sia superiore ad un terzo, la trattenuta continuerà nella misura stabilita.

Il prestito con cessione dello stipendio viene erogato senza necessità di dover valutare l’affidabilità finanziaria del richiedente, e rende quindi tale operazione accessibile anche a chi avrebeb problemi nel ricorrere al mercato del credito. Si tratta infatti di una operazione plurigarantita:

il rimborso del prestito avviene direttamente tramite trattenuta sulla busta paga del lavoratore;
è previsto in caso di cessazione del rapporto di lavoro una “rivalsa” sul trattamento di fine rapporto del cedente, quindi in caso di dimissioni o licenziamento il datore di lavoro tratterrà dalla liquidazione l’importo residuo della cessione;
per legge è assistita da polizza assicurativa a garanzia del credito.
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